No Ordinary Raconteur

No Ordinary Raconteur

– Michael Somerset Ward

CD A5 Digifile (15 tracks) + Digital Streaming

MICHAEL SOMERSET WARD — NO ORDINARY RACONTEUR
LP ARMEUV009 · CD A5 Digifile ARMEUCD009

 

Pubblicato da Rizosfera APS / Armcomm Europe in due formati.

Scheda tecnica
– Vinile: LP 12″, 33 giri, vinile nero 140 g — 12 brani, durata totale 29’22”
– CD: CD A5 digifile — 15 brani (12 + 3 bonus track), durata totale 50’45”
– Registrazione: Sheffield, 2025-2026
– Produzione: Michael Somerset Ward
– Registrato da: David Lewin e Dean Honer
– Mastering: Dean Honer

Edizioni
– ARMEUV009 — Vinile (300 copie): vinile nero 140 g, busta interna stampata con i testi, cellophanato.
– ARMEUCD009 — CD A5 Digifile (300 copie): confezione A5 in cartoncino con tasca fustellata, senza plastica; CD da glass master con etichetta serigrafata. Contiene tre brani assenti dal vinile.

RizoStream
Con l’acquisto ricevi via mail un codice personale e non cedibile per l’ascolto in streaming illimitato: 16 brani, con l’esclusiva Doomerati – The Final Party Mix di Dean Honer.

Date
– Pre-order dal 9 ottobre 2026
– Uscita: 6 novembre 2026 in Europa; 20 novembre 2026 in Regno Unito e Stati Uniti

Questa edizione è destinata al continente europeo. Per le Americhe, No Ordinary Raconteur è disponibile tramite Rizosfera America [link]; il vinile arriva nei negozi di dischi di tutto il mondo tramite la distribuzione di AMS e Rough Trade (quest’ultima esclusiva per la UK).


No Ordinary Raconteur – L’album solista definitivo di un pioniere del post-punk sperimentale di Sheffield

 

Sheffield, Regno Unito — Michael Somerset Ward, musicista e figura fondativa della scena elettronica e post-punk di Sheffield, presenta l’opera più personale e ambiziosa della sua carriera: No Ordinary Raconteur.

Un concept album di profonda intensità cinematografica, che attraversa la mortalità, la memoria e il passaggio del tempo, riunendo attorno a sé un cerchio straordinario di collaboratori provenienti dall’età dell’oro della musica sperimentale britannica.

«La mia musica scorre dalla scatola di colori che ho messo insieme negli anni: dalle sale prove della Steel City, dai capannoni abbandonati dei Little Mesters, fino agli studi gospel della Motor City — dove ancora risuona la colonna sonora della mia giovinezza.»
Michael Somerset Ward

L’impianto narrativo dell’album è affidato ad Adi Newton (Clock DVA), amico di lunga data e mentore di Somerset Ward: il suo spoken word in quattro parti, Half-Life, apre ciascun capitolo del percorso narrativo. Newton presta inoltre la sua voce inconfondibile a Delphic Response, brano che Somerset Ward descrive «come sentivo che i DVA avrebbero potuto svilupparsi — elettronici, ma con un cuore organico che batte».

Momento di alta poesia e di narrazione compiuta è la versione noir ed esistenzialista di 4 Hours, gemma indimenticabile della scena industriale di Sheffield del 1981, incastonata in quel gioiello di punk, jazz e sperimentazione che fu Thirst dei Clock DVA. Qui Karl D’Silva la reinventa come beat poetry, accompagnato dal pianoforte del pluripremiato Matthew Bourne.

GLI OSPITI

Riuniscono alcune delle voci più riconoscibili della musica britannica degli ultimi quarant’anni:

— Glenn Gregory (Heaven 17) firma una prova vocale magistrale su Harry’s England, brano attraversato dallo spirito di David Bowie
— Stephen Mallinder (Cabaret Voltaire) porta la sua presenza inconfondibile nell’ipnotico Señor Slippery, ed è autore del testo di Doomerati
— Gino Robair, storico collaboratore di Tom Waits, contribuisce con percussioni di matrice harrypartchiana su Half-Life 2
— Dean Honer (I Monster) è ai sintetizzatori lungo tutto il disco, che ha inoltre registrato e masterizzato, e ne firma con Somerset Ward tre brani
— David Lewin cura sonic modelling, tastiere e programmazione, è co-autore di tre composizioni e co-registra l’album
— Completano l’organico Charlotte Keeffe, Martin Archer, Andres Figueroa, Peter Rophone, Philippe Clegg, Aby Vulliamy, Michael Bardon, Alex Ward, Simon M. Elliott-Kemp, Sylwia Drwal e Loretta Chantrey

Somerset Ward è onnipresente: voce, sassofoni baritono, sopranino, alto e tenore, clarinetto basso, clarinetto, ottavino, flauto e flauto contralto, daf ed elettronica.

I BRANI

La title track No Ordinary Raconteur è un omaggio al grande Scott Walker, mentre Dead Man’s Coat nasce da un incontro reale con il produttore Don Was nella New York degli anni Ottanta, con il sopranino di Martin Archer e la tromba di Charlotte Keeffe.

The Future Is Here Today, cantata da Somerset Ward sui sintetizzatori di Dean Honer e sul proprio clarinetto basso, affronta frontalmente il tema centrale del disco: «Quando c’è meno da attendere e più da ricordare / il futuro è qui, oggi».

Il ciclo si chiude con Half-Life 4, le cui parole finali — «we abide in these» — evocano la scena conclusiva di The Night of the Hunter di Charles Laughton, dissolvendosi in un vento apocalittico.

Butchers of Distinction, traccia di musica concreta, irrompe senza preavviso: sessanta secondi di shock sonoro concepiti per strappare l’ascoltatore alla propria trance, ispirati agli orrori della guerra e alla Guernica di Picasso.

LA COPERTINA

L’immagine di copertina è un’opera originale di Adi Newton: Non-Euclidean Portrait of Michael Somerset Ward, acrilico su tela, 2026. Sleeve design di Adi Newton, layout grafico di Gabriele Fantuzzi.

No Ordinary Raconteur non è semplicemente un album. È una dichiarazione artistica compiuta — il punto di arrivo di una vita trascorsa nel punto d’incontro tra sperimentazione, artigianato e sentimento umano profondo.

MICHAEL SOMERSET WARD BIOGRAPHY

Michael Somerset Ward emerge nei primi anni Ottanta come membro dei leggendari Clock DVA, dando vita a un sodalizio creativo duraturo con Adi Newton. Guida in seguito i Floy Joy in una celebrata collaborazione con il produttore Don Was, registrando album fra Detroit e New York. Come autore ha firmato successi multiplatino per artisti internazionali, mantenendo parallelamente una carriera sperimentale sotto l’alias Mzylkypop. Il suo lavoro attraversa cinque decenni e innumerevoli collaborazioni, in una sintesi personalissima di innovazione elettronica e strumentazione organica.


Tracklist
A1
Half-Life 1
0'24
A2
Delphic Response
4'16
A3
4 Hours
4'03
A4
Dead Man's Coat
3' 42
A5
Half-Life 2
0'37
A6
Harry's England
3'10
B1
No Ordinary Raconteur
3'10
B2
Half-Life 3
0'23
B3
The Future Is Here Today
2'43
B4
Señor Slippery
4'43
B5
Half-Life 4
1'11
B6
Butchers of Distinction
1'00
CD13*
Future Cartography *CD only
6'48
CD14*
Doomerati *CD only
6'56
CD15*
Rain Wolves *CD only
7'39
CD BONUS TRACKS (13,14,15)

NO ORDINARY RACONTEUR NARRATO TRACCIA PER TRACCIA

VINILE LP — SIDE A

01. Half-Life 1 — 00:24
Voce narrante: Adi Newton

L’album si apre con la prima delle quattro parti di Half-Life, il poema in prosa scritto da Adi Newton appositamente per questo progetto. «No time to lose… No time to delay… No time to spare… Half a life spent in dreams…» — parole che introducono immediatamente il tema centrale dell’album: la mortalità, il tempo che fugge, la vita come sogno. La pioggia incessante sullo sfondo evoca le atmosfere del cinema di Kurosawa, creando un prologo cinematografico di rara potenza.

02. Delphic Response — 04:16
Voce: Adi Newton
Strumenti: Michael Somerset Ward (sax baritono), Philippe Clegg (basso elettrico), Karl D’Silva (chitarre), David Lewin (sonic modelling)

Somerset Ward descrive questo brano «come sentivo che i DVA avrebbero potuto svilupparsi — elettronici, ma con un cuore organico che batte». Entrato nei Clock DVA nel 1982 e uscito dalla formazione dopo pochi mesi, nel corso dello stesso anno, Delphic Response è la sua personale visione di quella continuità mai compiuta: il basso elettrico incalzante, le chitarre melodiche, il sax potente e la voce inconfondibile di Adi Newton, «nera come la notte». Il pezzo si dispiega come una sigla per una classica serie crime HBO — tesa, cinematografica, inesorabile.

03. 4 Hours — 04:03
Voce: Karl D’Silva (mezzo cantato, mezzo recitato)
Strumenti: Matthew Bourne (pianoforte, violoncelli)
Testo: Adi Newton
Musica: Adi Newton, Charles Collins, Roger Quail, Paul Widger, Steven Turner, David Hammond
«4 Hours»: New music and arrangement by Michael Somerset Ward

Uno dei brani eterni dei Clock DVA (presente in Thirst, 1981, ripubblicato da Mute nel 2026) viene qui reimmaginato non come una cover, ma come una genuina reinterpretazione poetica. Somerset Ward ha chiesto al pluripremiato pianista jazz Matthew Bourne di improvvisare su un pianoforte a coda accompagnando la registrazione originale del 1981. Il risultato è rapsodico, filmico. Karl D’Silva affronta il testo di Adi Newton come poesia beat — mezzo cantato, mezzo recitato — facendo emergere tutta la potenza lirica di versi come: «We’re only four hours / We’re only four moments / We’re not here too long.»

«4 Hours» è pubblicata da Mute Song Ltd. / Rough Trade Publishing / Copyright Control.

04. Dead Man’s Coat — 03:42
Voce: Michael Somerset Ward
Strumenti: David Lewin (sonic modelling), Martin Archer (sax sopranino), Charlotte Keeffe (tromba)

Ispirato a un aneddoto realmente accaduto nella New York del 1985. Somerset Ward possiede da allora un vecchio cappotto di pelle, originariamente di Adi Newton, ricevuto dal compianto batterista dei DVA Nick Sanderson. Quando Don Was vide Somerset Ward indossarlo, la sua ragazza chiese «Dove l’hai preso?» e Was rispose: «Da un uomo morto.» Da qui nasce questo mantra ipnotico, una meditazione sulla mortalità scandita da variazioni ossessive: «I found a coat… I got a coat… I stole a coat… I wore a coat… a dead man’s coat.» I soli free jazz di Martin Archer e Charlotte Keeffe aggiungono un senso di dislocamento urbano.

05. Half-Life 2 — 00:37
Voce narrante: Adi Newton
Strumenti: Gino Robair (percussioni in stile Harry Partch)

Secondo intermezzo parlato. «Super realism… Unconscious projections… A voice in your mind… Is it you? Do you know the self?» Il tema del doppio, dell’io diviso, della percezione di sé come altro. Ad accompagnare le parole, le percussioni sperimentali di Gino Robair — storico collaboratore di Tom Waits — su strumenti ispirati al leggendario compositore Harry Partch. Ancora Kurosawa, ancora pioggia.

06. Harry’s England — 03:10
Voce principale: Glenn Gregory (Heaven 17)
Voci aggiuntive: Michael Somerset Ward, Loretta Chantrey
Strumenti: Michael Somerset Ward (sax contralto), Dean Honer (sintetizzatori)

Omaggio a David Bowie, in particolare al suo periodo berlinese e a brani come «Heroes». Glenn Gregory, voce iconica degli Heaven 17, presta il suo timbro caldo e drammatico a una riflessione malinconica e profetica sull’Inghilterra del 2033. «Republics all around them… The flag’s been flogged to a Russian oligarch… No castles are left in this green and pleasant land.» L’immagine finale — «I wipe a tear away as I sink beneath the waves» — è di una struggente bellezza.

VINILE LP — SIDE B

07. No Ordinary Raconteur — 03:10
Voci: Peter Rophone, Michael Somerset Ward
Strumenti: Dean Honer (sintetizzatori)

La title track, ispirata al grande Scott Walker. Una figura femminile — forse una parrucchiera — osserva il mondo attorno a sé: «She smiles at the customer’s small talk / But secretly she thinks / “I feel decay all around…”» Il ritornello è una dichiarazione di identità perduta o ricordata: «I knew her when I was no ordinary raconteur.» C’era un tempo in cui chi parla era un narratore straordinario. L’arrangiamento vocale, con Peter Rophone e Michael Somerset Ward intrecciati sui sintetizzatori architettonici di Dean Honer, crea un’atmosfera sospesa, con il coro che emerge solo alla fine del brano.

08. Half-Life 3 — 00:23
Voce narrante: Adi Newton
Elettronica live: Michael Somerset Ward, Simon M. Elliott-Kemp

Terzo intermezzo. Il tema si fa più cupo: «Eternity cannot end… we cannot avoid the void… the inevitability of death’s shadow… do we die? or transform into sleep?» L’elettronica live e minimale crea una sospensione prima del brano successivo.

09. The Future Is Here Today — 02:43
Voce: Michael Somerset Ward
Strumenti: Michael Somerset Ward (clarinetto basso), Dean Honer (sintetizzatori)

Il testo più direttamente filosofico dell’album. «When there’s less to look forward to and more to remember / The future’s here today.» Il futuro è già qui, soprattutto quando il passato è più lungo del presente. Domande esistenziali: «Are we here alone? Is it just a fable? / A beautiful fairy tale.» La combinazione del clarinetto basso di Somerset Ward con i sintetizzatori di Dean Honer crea un paesaggio sonoro ipnotico e malinconico.

10. Señor Slippery — 04:43
Voce: Stephen Mallinder (Cabaret Voltaire)
Strumenti: Michael Somerset Ward (clarinetto basso elettrico wah-wah, flauto contralto, sax tenore), Karl D’Silva (chitarre), David Lewin (sonic modelling)

Stephen Mallinder, amico di lunga data di Somerset Ward e fondatore dei Cabaret Voltaire, è in forma strepitosa. La sua voce inconfondibile dà vita a un personaggio sfuggente e pericoloso: «I do have a history, a means if necessary / A way to work, if a little incendiary.» Il testo è frammentato, minaccioso, giocoso. La sequenza finale di definizioni — «Lid lifter / Scene shifter / Siren emitter / Paradigm drifter» — è puro Cabaret Voltaire. Somerset Ward lo accompagna con un insolito clarinetto basso elettrico in versione wah-wah, flauto contralto e sax tenore.

11. Half-Life 4 — 01:11
Voce narrante: Adi Newton
Elettronica: Michael Somerset Ward
Sax tenore: Andres Figueroa

Conclusione del ciclo narrativo. «Stars collapse in continual expansion… perpetual paradox of existence… all that is thought… all that is true… all that which is gone… is certain… we abide in these.» Le parole finali — «we abide in these», noi dimoriamo in queste cose — rievocano la scena conclusiva de La morte corre sul fiume (The Night of the Hunter) di Charles Laughton. Il sax tenore di Andres Figueroa aggiunge un tocco di umanità prima che tutto si dissolva nel vento ululante.

12. Butchers of Distinction — 01:00
Voce: Sylwia Drwal
Strumenti: Michael Somerset Ward (daf), Matthew Bourne (pianoforte, violoncello), Aby Vulliamy (viola), Michael Bardon (basso), Alex Ward (clarinetto, chitarra)

L’album in vinile si chiude con un brano di musica concreta. Un pezzo apocalittico della durata esatta di sessanta secondi, volutamente cacofonico ma estremamente dettagliato e arrangiato. Da un lato rappresenta gli orrori della guerra, con un cenno alla Guernica di Picasso; dall’altro agisce come un «pulitore del palato» — uno shock sonoro progettato per strappare l’ascoltatore dalla sua rêverie.

Durata totale versione vinile 33 giri: 29:22 · Armcomm Europe ARMEUV009

—-

CD A5 DIGIFILE — BONUS TRACK

L’edizione in CD A5 Digifile comprende le dodici tracce dell’LP e aggiunge tre brani.

13. Future Cartography — 06:48
Voce: Adi Newton
Strumenti: Michael Somerset Ward (sax sopranino, legni), Seth Bennett (basso), Adam Fairclough (batteria), Karl D’Silva (chitarra), Matthew Bourne (electra-piano), Charles Collins (percussioni), Maarten Ornstein (clarinetto basso), Dean Honer (sintetizzatori)

Il testo di Adi Newton è apparso per la prima volta nel radiodramma di Michael Somerset Ward Kafka Chic, un’opera che esplora la prima scena industriale di Sheffield. Qui Somerset Ward prende quelle parole e costruisce attorno ad esse una complessa architettura musicale, a partire da improvvisazioni solistiche di un ensemble di musicisti scelti con cura.

Al momento della registrazione, Somerset Ward lo descrisse così: «Un viaggio prosaico e ulissiaco attraverso le influenze che hanno plasmato l’iconoclasta Adi Newton. Future Cartography è strutturato in quattro movimenti per una visionaria e ri-immaginata versione dei Clock DVA, frequentata dai fantasmi di Joseph Holbrooke e Bernard Herrmann.»

Joseph Holbrooke era il nome del leggendario trio di free jazz modale composto da Derek Bailey, Tony Oxley e Gavin Bryars, i cui primi esperimenti di musica free ebbero luogo nella zona di Sheffield. Nel movimento finale, Somerset Ward invoca deliberatamente il film noir, in particolare la colonna sonora inquietante di Bernard Herrmann per Taxi Driver — un’opera che influenzò profondamente i Clock DVA, formazione di cui Somerset Ward fece parte per alcuni mesi nel 1982.

14. Doomerati — 06:56
Voce: Stephen Mallinder (Cabaret Voltaire)
Strumenti: Michael Somerset Ward (clarinetto basso elettrico, elettronica), David Lewin (scultura sonora), Philippe Clegg (basso elettrico), Martin Archer (sax tenore), Andres Figueroa (sax tenore), Rachel Edmondson (voci)

La musica per Doomerati fu originariamente composta da Michael Somerset Ward per un radiodramma sui The KLF. Estratti furono usati come sottofondo ai dialoghi e, dopo che il dramma fu trasmesso su BBC Radio, Somerset Ward inviò la musica al suo amico di lunga data Stephen Mallinder dei Cabaret Voltaire, invitandolo a scrivere il testo e a cantare.

Con evidenti riferimenti agli Illuminati e alla cultura del complotto — Doomerati si potrebbe tradurre come Illuminati dalle tenebre — il testo di Mallinder trasforma il pezzo in qualcosa di più oscuro e giocoso. Come dice Somerset Ward: «Il Bellman della Distopia in cut-up di Stephen Mallinder proclama: Doomerati!»

Il risultato è un brano ipnotico e cupo che intreccia l’inconfondibile presenza vocale di Mallinder con un ricco arazzo di elettronica, sassofoni e scultura sonora — un incontro tra due leggende di Sheffield.

15. Rain Wolves — 07:39
Voce: Michael Somerset Ward
Strumenti: Matthew Bourne (pianoforte), Aby Vulliamy (viola), Michael Bardon (basso), Alex Ward (clarinetto)

Rain Wolves occupa un posto speciale nel cuore di Somerset Ward. È tipicamente restio a spiegarne il significato, preferendo che siano gli ascoltatori a dipingere la propria immagine. Dice soltanto che è stato influenzato da versi della poesia di Walt Whitman «Of the terrible doubt of appearances» — una meditazione sulla percezione, la realtà e l’incertezza di ciò che si nasconde sotto la superficie delle cose.

Questa registrazione è stata eseguita dal vivo, in studio, una domenica mattina del gennaio 2025. Il quartetto — Matthew Bourne al pianoforte, Aby Vulliamy alla viola, Michael Bardon al basso e Alex Ward al clarinetto — ha offerto una partitura improvvisata che lo stesso Somerset Ward descrive come «un’opera di rara bellezza».

È un raro momento di pura creazione spontanea catturata su nastro — intimo, fragile e profondamente commovente.

——-

Durata totale versione CD A5 Digifile: 50:45 · Armcomm Europe ARMEUCD009

Future Cartography e Doomerati sono già stati pubblicati in Threnodies and Ad hocs (Discus Music, 2024) — ℗ 2024 Michael Somerset Ward. Rain Wolves è inedito.


CREDITI

Musicisti:
– Michael Somerset Ward: voce, cori, voce recitata, sax baritono, sopranino, contralto e tenore (assoli 1, 6, 13), clarinetto basso (assoli 9, 14), clarinetto, ottavino, flauto, flauto contralto, daf, modulatore ad anello
– David Lewin: sonic modelling, tastiere, programmazione
– Adi Newton: voce, voce recitata
– Stephen Mallinder: voce, voce recitata
– Karl D’Silva: voce, chitarra
– Glenn Gregory: voce
– Peter Rophone: voce
– Matthew Bourne: pianoforte, violoncelli
– Gino Robair: percussioni
– Dean Honer: sintetizzatori, programmazione
– Charlotte Keeffe: assoli di tromba
– Martin Archer: assoli di sax sopranino, sax tenore
– Andres Figueroa: assolo di sax tenore
– Philippe Clegg: basso elettrico
– Aby Vulliamy: viola
– Michael Bardon: basso, violoncello
– Alex Ward: clarinetto, chitarra
– Simon M. Elliott-Kemp: elettronica
– Sylwia Drwal: voce
– Loretta Chantrey: cori
– Seth Bennett: basso
– Adam Fairclough: batteria
– Charles Collins: percussioni
– Rachel Edmondson: voce, voce recitata
– Maarten Ornstein: clarinetto basso

Produzione
– Prodotto da Michael Somerset Ward
– Registrato da David Lewin e Dean Honer
– Masterizzato da Dean Honer

Autori
– 1, 5, 8, 11: testo di Adi Newton, sound design di Michael Somerset Ward
– 2: David Lewin, Adi Newton, Michael Somerset Ward
– 3 «4 Hours» — Testo: Adi Newton — Musica: Adi Newton, Charles Collins, Roger Quail, Paul Widger, Steven Turner, David Hammond — New music and arrangement by Michael Somerset Ward
– 4: Michael Somerset Ward e David Lewin
– 6, 7, 9: scritti e prodotti da Michael Somerset Ward e Dean Honer
– 10: David Lewin, Stephen Mallinder, Michael Somerset Ward
– 12, 15: Michael Somerset Ward
– 13: Michael Somerset Ward, Adi Newton — testo di Adi Newton
– 14: Michael Somerset Ward, Stephen Mallinder — testo di Stephen Mallinder

Artwork
– Dipinto di copertina: Non-Euclidean Portrait of Michael Somerset Ward, acrilico su tela, Adi Newton, 2026
– Sleeve design: Adi Newton
– Impaginazione grafica: Gabriele Fantuzzi

Edizioni e diritti
– Edizioni: BMG Management Rights (UK) Ltd
– «4 Hours»: Mute Song Ltd. / Rough Trade Publishing / Copyright Control
– ℗ 2026 Michael Somerset Ward under exclusive licence to Armcomm Europe / Rizosfera
– Tracce 13 e 14: ℗ 2024 Michael Somerset Ward — già pubblicate in Threnodies and Ad hocs (Discus Music, 2024)
– © 2026 Armcomm Europe / Rizosfera
– Anno di produzione: 2026 — Made in Italy · SIAE

Ringraziamenti: Mark Finnigan, Adi Newton, Paolo Davoli, God, my Alien

 

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