THE WIRE N. 506 :: CLOCK DVA WHITE SOULS E THIRST (MUTE RECORDS) :: RECENSIONE A CURA DI LOUIS PATTISON :: NOISE, INDUSTRIAL & BEYOND :: TRADUZIONE IN LINGUA ITALIANA
Noise, Industrial & Beyond di Louis Pattison
Clock DVA
Thirst
Mute CD/DL/2×LP
White Souls In Black Suits
Mute CD/DL/2×LP
Spesso trascurati nel demi-monde synth di Sheffield che ha generato gruppi come The Human League e Cabaret Voltaire, i Clock DVA sono comunque meritevoli di riscoperta grazie a questa nuova campagna di ristampe della Mute.
Negli anni ’80 le cose si muovevano velocemente, e un abisso separa *White Souls In Black Suits* del 1980 da *Thirst* dell’anno successivo. Il primo — registrato in un giorno agli Western Works studio dei Cabaret Voltaire e pubblicato dalla Industrial Records di Throbbing Gristle — è un documento grezzo di avanti-elettronica e di spiritata improvvisazione punk-funk, un po’ appannato dalla produzione lo-fi ma erogato con un’energia maniacale che **lo riscatta almeno in parte**. Con *Thirst*, avevano cambiato chitarrista — David Hammond sostituì Paul Widger — e avevano capito come scrivere canzoni, raffinando un suono che fondeva Suicide e Throbbing Gristle con una criptica, lupina arte di costruire canzoni ereditata da Captain Beefheart.
“4 Hours” in particolare ha resistito alla prova del tempo: anthemica in quel tipico modo post-punk anni ’80, eppure suonando ancora come se fosse stata trasmessa da un altro pianeta.

