“The electronic Sex Pistols”: The Quietus racconta l’anarchia dei primi Clock DVA
Su The Quietus è apparso un lungo articolo dedicato alla fase più selvaggia e meno documentata della storia di Clock DVA: gli anni delle origini, nella Sheffield di fine anni Settanta.
Smashed Glass, Smack & Dog-Throwing: the Anarchy of early Clock DVA — questo il titolo, già un programma, a cura di Daniel Dylan Wray — ricostruisce attraverso le voci dei protagonisti la reputazione incendiaria della prima formazione: concerti al limite del collasso, divieti che si accumulavano locale dopo locale, una tensione che poteva esplodere in qualcosa di memorabile o afflosciarsi nel caos. Al punto che, come ricorda il batterista Roger Quail, in città la band era conosciuta come “the electronic Sex Pistols”.
Una teoria curiosa, quella dei Sex Pistols elettronici — e come tutte le formule fortunate, illumina una metà della verità: l’energia distruttiva, l’attrito con il pubblico, il rifiuto di ogni compromesso. L’altra metà — la ricerca, il rigore concettuale, la visione che avrebbe attraversato cinque decenni — è la storia che conosciamo, ed è quella che il progetto Second Sight documenta oggi in tutte le sue forme: il doppio LP di Clock DVA e il libro di Paolo Bertoni Adi Newton: Second Sight, entrambi disponibili sullo shop online di Rizosfera.
L’articolo completo su The Quietus: https://thequietus.com/culture/books/clock-dva-history/
Second Sight LP: https://rizosfera.org/shop/armeuv008/
Adi Newton: Second Sight (libro): https://rizosfera.org/shop/nukfm026/

