{"id":210877,"date":"2020-12-30T21:49:32","date_gmt":"2020-12-30T21:49:32","guid":{"rendered":"https:\/\/rizosfera.org\/?p=210877"},"modified":"2020-12-30T21:55:26","modified_gmt":"2020-12-30T21:55:26","slug":"sbandamenti-di-peppe-allegri-eccellente-recensione-di-la-deleuziana-n-10-su-opera-viva-magazine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rizosfera.org\/en\/blog\/sbandamenti-di-peppe-allegri-eccellente-recensione-di-la-deleuziana-n-10-su-opera-viva-magazine\/","title":{"rendered":"LD10 Excellent Review by Peppe Allegri @ Opera Viva Magazine"},"content":{"rendered":"<p><strong>OPERA VIVA MAGAZINE :: 18 December 2020 :: \u00abSBANDAMENTI\u00bb by PEPPE ALLEGRI, LD10 Excellent\u00a0Review (Italian language only)<\/strong><\/p>\n<p>Scrive Peppe Allegri, su Opera Viva del 18 dicembre 2020: &#8220;Nel suo breve e celebre <em>Les temps musical<\/em> (1978), Gilles Deleuze, nostro fratello maggiore di remix ante-litteram, permanenze soniche e assemblaggi postumi, interrogava <em>perch\u00e9 noi, non musicisti?<\/em> Evocando <em>paesaggi sonori, colori ascoltabili<\/em>, <em>personaggi ritmici<\/em> come forze di quel <em>tempo non pulsato<\/em>, quel \u00abtempo fluttuante che corrisponde un po\u2019 a quello che Proust chiamava <em>un po\u2019 di tempo allo stato puro<\/em>\u00bb. Perch\u00e9, consapevoli che \u00abnon esiste l\u2019orecchio assoluto, il problema \u00e8 avere un orecchio impossibile \u2013 rendere udibili forze che non sono udibili in s\u00e9 stesse\u00bb.<\/p>\n<p><em><strong>Rendere udibile l\u2019inudibile<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Ecco quello che mi \u00e8 accaduto surfando sulle oltre 500 pagine del numero 10 de <a href=\"http:\/\/www.ladeleuziana.org\/2019\/12\/10\/10-rhythm-chaos-and-nonpulsed-man\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>La Deleuziana \u2013 Una rivista che desidera<\/em>, titolato <em>Ritmo, Caos e uomo non pulsato per una filosofia caosmotica<\/em><\/a>, a cura di <a href=\"https:\/\/obsoletecapitalism.blogspot.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Obsolete Capitalism<\/a> e Stefano Oliva, che non a caso nella loro introduzione evocano alcuni dei passaggi <em>non pulsati<\/em> di Deleuze.<\/p>\n<p>Si tratta di un magma incandescente di vertiginosa immersione in uno spazio-tempo altro, dove tutto \u00e8 possibile, soprattutto l\u2019impossibile. Citer\u00f2 a caso, neanche pi\u00f9 ricordando chi abbia scritto cosa, chi abbia pensato qualcosa, chi abbia letto qualcuno o qualcuna, chi abbia ascoltato quali suoni. \u00c8 un de-pensamento collettivo, potremmo dire, evocando in controcanto Carmelo Bene, Maestro di tutti noi, con la sua voce, postura, scrittura, macchina attoriale e molto altro, anche in dialogo e<a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/libro\/9788886570916\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em> Sovrapposizioni<\/em> <\/a>proprio con Deleuze (quel <em>tu sai, da ballerino e da filosofo<\/em>, in <em>Ebbene s\u00ec, Gilles Deleuze!<\/em>). Ma forse, pi\u00f9 semplicemente, si tratta di uno scomparire dell\u2019Io, non pi\u00f9 solo, e tanto, moltitudine, ma diafana spora di un immemore memento in comune, perdendo s\u00e9 stessi per ritrovarsi altrove, in una sorta di spregiudicatezza panica, acefala, deterritorializzante (<em>l\u2019universo \u00e8 l\u2019infinito della mia disattenzione, non so pi\u00f9 chi l\u2019abbia detto<\/em>, ancora CB in dialogo con GD, p. 123).<\/p>\n<p>In ogni caso sempre saldamente sbarellati e sbandati dal <em>chaos<\/em> e dal <em>ritmo<\/em> del pensiero stratificato di Gilles Deleuze e F\u00e9lix Guattari, i nostri D&amp;G. Ne La Deleuziana compulsata da una brillante schiera di studiose e autori: da Daniela Angelucci a Edmund Berger, da Ronald Bogue a Edward Campbell, da Sara Baranzoni e Paolo Vignola, a Claudio Kulesko e Giuseppe Molica, da Pascale Criton a Paulo De Assis, per citarne solo alcuni.<\/p>\n<p><em><strong>Goethe spinozista nietzschano e Kant geografo deleuziano <\/strong><\/em><\/p>\n<p>Ed ecco allora che Goethe (<em>muore,<\/em> per dirla con <a href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845927591\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">il formidabile racconto di Thomas Bernhard<\/a>), notoriamente spinozista impenitente, esplicita il suo essere nietzschano ante-litteram, nella dottrina di una potenza immanente che attraversa i tempi. Mentre irrompe la forza sonica che attraversa quel principio di anni Ottanta del Novecento nati nel 1976 di <em>Anarchy in the UK<\/em> di Sex Pistols e nel 1979 di <em>We are all prostitutes<\/em> di The Pop Group, di quell\u2019incandescente invasato di Mark Stewart, scardinando il nostro udito, producendo il crash tra<em> noise<\/em> e <em>dub<\/em>, con quei bassi profondissimi e viscerali, tellurici e siderali, che evocano, anticipano, sentono il suono indelebile che Martin <em>Zero<\/em> Hannett assegner\u00e0 per sempre a Joy Division (che per il nuovo anno verranno degnamente ricordati con il libro collettivo a cura di Alfonso Amendola e Linda Barone, <em>Fenomenologia dei Joy Division<\/em>, Edizioni FDA). Intanto si staglia un Immanuel Kant geografo deleuziano che rompe il ritmo terragno per immolarsi nel caos del sublime disordine. Quindi un corpo sound-system espanso tra ritmi infratemporali e ritornelli cosmici. Una ricerca di poliritmi e curvature temporali, multiversi frattali che divengono regni di biforcazioni, divergenze e disaccordi per farci planare in autostrade interrotte, devastate, crollate, collassate, implose, al cui confronto i <em>sentieri <\/em>(che non sempre sono stati) <em>interrotti <\/em>appaiono come cangianti viatici per un\u2019illuminazione infernale.<\/p>\n<p>Il tutto letteralmente incartato in un pregevole Leporello che \u00e8 una vera e propria opera d\u2019arte <em>pitto-grafica<\/em> chaosmotica realizzata dal poliedrico, multimediale,<a href=\"http:\/\/giardini.sm\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"> arci-immaginifico artista Roberto Paci Dal\u00f2<\/a>, da noi incontrato anche nella veste sonica duratura diffusa in rete di<a href=\"https:\/\/www.usmaradio.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"> Usmaradio<\/a>.<\/p>\n<p><strong><em>Danzando ancora al Maffia, malgrado tutto e tutti<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Si danza con le parole, i concetti, le immagini e certo anche con i suoni. Ci sono anche quelli, ne <em>La Deleuziana<\/em>. E non solo scritti con l\u2019inchiostro sulle pagine, ma suonati nelle orecchie tramite una USB che si acquista con la rivista. Cos\u00ec entriamo definitivamente in universi paralleli, per perderci e ritrovarci nell\u2019ascolto di ben 25 produzioni dei nostri eterni Maestri sonici, a partire da Adi Newton\/The Anti Group, NicoNote, lo stesso Roberto Paci Dal\u00f2, quindi il gi\u00e0 ricordato Mark Stewart, che, con il dub e il basso slabbrato di <em>Paradise Underground<\/em>, insieme con le manipolazioni soniche di Howie B, ci catapulta nel cuore dei passati anni Novanta e dei Venti a venire. Come del resto avviene da tempo nelle mirabolanti <a href=\"https:\/\/rizosfera.org\/catalogue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pubblicazioni musicali <em>Chaos Variation<\/em> di Rizosfera-Obsolete Capitalism<\/a>.<\/p>\n<p>Si tratta di reminiscenze tuttora pulsanti delle nottate passate al <em>Maffia Illicit Music Club<\/em> di Reggio Emilia, tempio acefalo, \u00e8 proprio il termine giusto in questo caso, come non mai, dell\u2019elettronica tutta \u2013 jungle, drum\u2019n\u2019bass, breakbeat, scurissima e cangiante, jazzy e noisy, acceleratissima e profondamente dub \u2013 che attraversava l\u2019Italia, l\u2019Europa, il mondo tra il 1995 e il 2009. In quello spicchio di Emilia che, per noi provenienti da altre, invisibili, provincie, ci appariva come il mondo a venire. Anticipazioni di futuro, retro-futurismi, passati a venire, futuri a mancare. Dalle pagine libertine, euro-adriatiche, videomusicali di Pier Vittorio Tondelli, alle performance e dischi dei CCCP \u2013 Fedeli alla linea, fino a quel<em>posto nuovo dell\u2019Arci<\/em> che era il Maffia, dove si sperimentava <em>un modo di fare ricerca differente, di fare cultura, aggregazione alternativa ed espressione intellettuale non canonica,<\/em> per dirla con<a href=\"https:\/\/www.hellmuzik.com\/interviews\/183-Dj-Rocca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Luca Roccatagliati <em>aka<\/em> DJ Rocca<\/a>, protagonista di quella stagione e sodale di <em>Obsolete Capitalism<\/em>, eredi del Maffia e curatori di questo formidabile numero de <em>La Deleuziana<\/em>.<\/p>\n<p>E cos\u00ec la <em>bass culture<\/em> perdurante e squassante continua a battere il suo e il nostro tempo, spezzato, frammentato, sospeso, cupo, dissonante, gioioso, tra le pagine e le vibrazioni di una rivista <em>chaosmotica <\/em>come i tempi che ci toccano in sorte.<\/p>\n<p>Evocando ancora una volta il motto che F\u00e9lix Guattari, nel suo <em>Chaosmose<\/em> (1992), riprende da Marcel Duchamp:<em> l\u2019arte \u00e8 un cammino in direzione di regioni che non reggono n\u00e9 il tempo, n\u00e9 lo spazio<\/em> (come ci \u00e8 capitato di fare in<a href=\"http:\/\/www.ombrecorte.it\/vecchio\/more.asp?id=569&amp;tipo=culture\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em> \u00c8 solo l\u2019inizio. Rifiuto, affetti, creativit\u00e0 nel lungo \u201968<\/em><\/a>, a cura di I. Bussoni, N. Martino).<\/p>\n<p><em>Sussurrava ancora: le cose progrediscono e i segni proliferano per sbandamenti <\/em>[G. Deleuze, F. Guattari, <em>Mille Piani<\/em>].&#8221;<\/p>\n<p>more info about Peppe Allegri&#8217;s review &#8211; Click\u00a0<a href=\"https:\/\/operavivamagazine.org\/sbandamenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">HERE<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-210490\" src=\"https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010-223x300.jpg\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010-223x300.jpg 223w, https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010-762x1024.jpg 762w, https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010-768x1033.jpg 768w, https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010-93x125.jpg 93w, https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010-290x390.jpg 290w, https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010-298x400.jpg 298w, https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010-193x260.jpg 193w, https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010.jpg 952w\" sizes=\"(max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-210487\" src=\"https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010-2-224x300.jpg\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010-2-224x300.jpg 224w, https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010-2-766x1024.jpg 766w, https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010-2-768x1027.jpg 768w, https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010-2-93x125.jpg 93w, https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010-2-292x390.jpg 292w, https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010-2-299x400.jpg 299w, https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010-2-194x260.jpg 194w, https:\/\/rizosfera.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nukfmusb010-2.jpg 957w\" sizes=\"(max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OPERA VIVA MAGAZINE :: 18 December 2020 :: \u00abSBANDAMENTI\u00bb by PEPPE ALLEGRI, LD10 Excellent\u00a0Review (Italian language only) Scrive Peppe Allegri, su Opera Viva del 18 dicembre 2020: &#8220;Nel suo breve e celebre Les temps musical (1978), Gilles Deleuze, nostro fratello maggiore di remix ante-litteram, permanenze soniche e assemblaggi postumi, interrogava perch\u00e9 noi, non musicisti? 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